il progetto

NamVisualArt è un nuovo progetto che si propone innanzitutto di riflettere sul senso dell’arte e della cultura quale strumento autentico di partecipazione e condivisione, in una dimensione letteraria oltre che performativa.
Nasce dall’idea di cultura organica, cioè dall’ipotesi che il pensiero creativo sia in grado di conferire una particolare qualità alle relazioni umane tanto da riuscire, in determinate condizioni, a creare un modello di relazione assimilabile a un organismo vivente. Un forma di vita, con una suo preciso sviluppo e una sua evoluzione, che origina dalla profondità dello sguardo e si apre alla relazione mediata dalla cultura. Elevata a valore supremo, la creatività diventa la manifestazione dell’anima in sintonia col mondo, mezzo di comprensione profonda del reale e di empatia nei confronti dell’uomo e della natura.
La finalità del progetto, aperta a tutti, è espressamente quella di realizzare dinamiche virtuose di relazione e partecipazione (etica) con l’obiettivo di formulare ipotesi operative di tipo artistico e creativo (estetica), in ambito culturale e sociale: iniziative che siano innanzitutto da stimolo alla visione critica e al confronto attraverso la semplicità della proposta operativa. Un approccio sperimentale che restituisca all’Arte lo spirito di avanguardia, affrancata dai parametri dell’attuale industria culturale, e la impegni a percorrere nuove strade nella ricerca di spazi e opportunità.
Il progetto è una realtà inclusiva e partecipata, pertanto aperto ad ogni tipo di contributo. Specifiche iniziative saranno proposte di volta in volta agli iscritti.

nome
In sanscrito, la più antica delle lingue indoeuropee a noi note, “nam” significa nome, identità e, con una piccola differenza di scrittura, indica anche il ricongiungimento della propria individualità con il flusso cosmico di energia vitale.

cosmo
Le tradizioni orientali insegnano che la presunta finitezza e indipendenza delle cose di questo mondo è illusoria poiché ogni realtà, vivente o inanimata, rimanda sempre ai componenti che la costituiscono, alle cause che l’hanno generata: cioè alle condizioni, non solo materiali, responsabili della trasformazione. Questo legame invisibile, oggetto d’indagine anche di moderne teorie scientifiche, permea l’universo e suggerisce un sentimento di empatia verso ogni forma di vita. Ogni cosa è interdipendente, compreso il nostro sguardo. La Teoria Quantistica arriva addirittura a ipotizzare un rapporto diretto tra la realtà materiale, fenomenica e la presenza dell’uomo con le sue osservazioni.

fuoco
Nam è un progetto che nasce dalla ricerca, non da un’idea astratta, maturato gradualmente nel pensiero e nella forma con la creazione di disegni, sculture, installazioni, momenti performativi. Avevo intitolato così una serie di lavori ispirati al fuoco, l’elemento naturale che più di ogni altro nelle culture di tutto il mondo si lega a rituali di trasformazione e purificazione: alcuni arcaici contenitori, denominati “bruciatori”, venivano modellati in pasta di pane, ricoperti di cera e in taluni casi effettivamente accesi, definendo uno spazio ideale di comunione tra cultura e natura.

relazione
Ora è anche un progetto aperto, condiviso, nel quale la dimensione processuale si identifica con l’opera stessal’arte è relazione, si compie nello sguardo di chi osserva, ascolta, respira, non è forma muta e conclusa. Mi interessa stimolare la creatività di chi guarda, sollecitare il suo spirito critico, invitarlo ad osservare le cose per quelle che sono al di là dei pregiudizi, dei condizionamenti derivanti dai modelli della cultura di massa che tutto appiattisce al livello del rumore di fondo. Ogni attività che riscatta il nostro tempo e manifesta l’unicità della persona può diventare arte, e lo diventa nel momento stesso in cui concorre a trasformare l’individuo in persona facendogli percepire il legame cosmico in cui consiste il significato stesso dell’esistenza. In questa prospettiva anche l’azione più banale può considerarsi politica, anche il solo fatto di respirare: anche il gesto più semplice può considerarsi arte dal momento che espressione dello spirito, prima di diventare prodotto culturale o commerciale.

arte
Sostanzialmente l’arte è relazione: da sempre svolge una funzione di intermediazione tra gli uomini e gli dei, tra la società e i suoi modelli, tra gli uomini presenti, passati, futuri e le forze invisibili che li circondano e li abitano. Il suo tempo è immobile, appartiene all’affettivo, al religioso, alla vita come alla morte. Offre una lettura poetica del mondo, invita ad una comprensione profonda, spirituale dell’uomo e del suo destino. E’ simile ad un unguento (un veleno) capace di sciogliere quel groviglio di pene e illusioni che ci impedisce di appartenere davvero a noi stessi.
– più che comunicare fa senso di per se stessa, per chi guarda, secondo quello che è
– fa energia, fiamma, fuoco.
– risveglia ciascuno dal suo sonno sensoriale destabilizzando le sue abitudini e le sue
aspettative
– lotta contro l’annichilimento della volontà da parte delle moderne fabbriche di sogni e di altre macchine di evasione
– stimola la creatività e il desiderio di esprimersi
– indaga le differenti forme di relazione, ne sperimenta modalità innovative.
– apre all’incontro con l’Altro, alla pluralità dei punti di vista
– analizza situazioni problematiche dell’esistenza ordinaria
– supera schemi e pregiudizi portando a riflettere al di fuori del terreno ideologico
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obiettivo
L’obiettivo è dichiaratamente quello di realizzare dinamiche virtuose di relazione e partecipazione, volte in particolare a formulare proposte operative di tipo artistico e creativo. Etica ed estetica: ma su un terreno non ideologico, appunto, in cui prevalga sempre l’azione, l’idea senza retorica, la libertà di essere, di esprimersi, di osservare. Etica è la continuità tra opera d’arte e mondo prima ancora dei contenuti sociali e dell’impegno intellettuale che invece ne è il frutto, la diretta conseguenza. Etico è lo sguardo nella misura in cui si comunica, quando la conoscenza diventa disponibile e il pensiero libero di esprimere la sua verità. Pertanto il progetto non può nascere con una forma precostituita, altrimenti sarebbe banalmente la realizzazione di un’idea astratta, magari nobile e virtuosa ma non verità: documento, forma e anima del mondo. Sono le dinamiche che creano la forma, le energie spontanee opportunamente stimolate e canalizzate che determinano la qualità. Iniziative in rete o sul territorio potranno di volta in volta concretizzarsi come diretta espressione del progetto oppure, in altri casi, dare vita a nuove collaborazioni o a nuovi soggetti. Una cultura inclusiva che dia spazio a tutti, una dimensione che integri tutte le possibili forme espressive.

web
Il web diventa un prezioso strumento di incontro e condivisione, dove le dinamiche spontanee di relazione sono libere di svilupparsi e diffondersi insieme a specifiche proposte operative.