Francesca Facoetti

Ciò che penso, Robin Williams

L’opera prende le mosse dalla morte del grande attore Robin Williams e racconta tutto quello che mi ha trasmesso un grande attore come lui

Robin Williams resta un attore straordinario, soprattutto un grande uomo che ebbe il coraggio di inseguire il suo sogno, per diventare quello che è, nonostante i genitori non volessero un figlio attore.
Quando avevo undici anni, con mamma vedevo decine di volte “L’attimo fuggente”: lei adorava quel grande professore che insegna il valore dei sogni (nella scena del suicidio io scappavo nell’altra stanza urlando: “è finita?”). Nei miei sogni voi ora siete su felici insieme, identici.
Penso che avevi ancora tanto da dare, perché eri una grande persona, un giullare che aveva capito molte più cose della maggior parte del mondo.
Vorrei che il mondo di oggi fosse ancora come vent’anni fa, quando le cose funzionavano bene, ci si guardava in faccia, e non si vedeva negli occhi dell’altro “il nemico”.
Robin Williams ci ha mostrato quel mondo straordinario attraverso il suo cuore di uomo, con l’amore che metteva in tutto ciò che faceva; la sua scomparsa, ora, è solo un incidente di passaggio, di quelli che talvolta accadono ai grandi uomini che sono stati sé stessi.
Vorrei che ognuno di noi imparasse che a tutto si può rinunciare, ma mai ad un sogno: perché si può vivere bene anche senza un tablet o la playstation, ma tradendo noi stessi, mai!
Quel giorno, ancora non sapevo nulla, ero fuori a pranzo, ho letto l’eco, non ho più pranzato fuori e sono corsa a casa: un’illusa che piange per un attore morto. Perché i tuoi film erano davvero spettacolari, tu eri un attore ‘vero’ come raramente ce ne sono, che trasmetteva qualcosa in ogni ruolo che faceva, perché oltre l’interpretazione c’è di più; e tu trasmettevi l’anima.
Continuerò ad inseguire i miei sogni, anche per tutto quello che mi hanno trasmesso i tuoi film, grazie al tuo esempio di uomo.
Io spero che la vita di Robin Williams insegni ad ognuno di noi il valore dell’unicità, che non consiste nel fare chissà quale cosa di speciale, ma è essere semplicemente noi stessi.
Dobbiamo imparare ad essere noi stessi sempre, per riscoprire noi stessi “da dentro”, così come davvero siamo, e non come infiniti soldatini uguali tra loro, soldati senz’animo.


Note biografiche:

Scrivo da una vita, ma soltanto da un paio di anni sto provando a realizzare, a tempo pieno, il mio grande sogno di scrittrice, ed ho vinto parecchie pubblicazioni.
Il mio pseudonimo è ‘Francesca Gabriel’ in memoria del piccolo Gabriel Petersone, che mi è entrato nel cuore